Catalogo
Canzona di Bacco  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona de' pianeti  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona dello zibetto  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona degli innestatori  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona dei cialdoni  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona delle foreste  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona de' profumi  Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 71,00 |
Canzona de' confortini
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Demostene, discorso della corona  Demostene, Discorso della Corona, 330 a. C.
Anche se fossimo stati capaci di prevedere l'accaduto, avremmo dovuto agire come agimmo. Che voi abbiate seguito il mio consiglio allora, è vostra gloria e mia; ma se voi ottemperate alla richiesta del mio avversario Eschine, condannando questa politica, vi sottrarrete alle lodi durature della posterità ed apparirete come uomini che hanno agito male, non come uomini che hanno sofferto sotto i colpi d'un fato insensibile. Ma non può essere, ateniesi, proprio non può essere che abbiate agito male, affrontando coraggiosamente il pericolo, per la libertà e la salvezza di tutta la Grecia. No! Per quelle anime generose che rischiarono la vita a Maratona, per coloro che si schierarono a Platea, per coloro che affrontarono la flotta persiana a Salamina, che combatterono ad Artemisio; per tutti i coraggiosi i cui resti giacciono nei pubblici monumenti. E tutti costoro furono seppelliti onovevolmente dal loro paese, Eschine, non quelli che ebbero la meglio, non solo quelli che vinsero. Ed a ragione: qualunque sia il compito che quegli uomini coraggiosi si sobbarcarono, il successo che essi ottennero fu quale la divinità dispensò ad ognuno di loro.
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Belli, Li soprani der monno vecchio  C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo».
Co st’editto annò er Boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e arisposeno tutti: «È vvero, è vvero».
21 gennaio 1832 - De Pepp’er tosto
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Trilussa, Banchetto  Rumori de posate,
de piatti e de bicchieri:
via-vai de camerieri,
incrocio de portate:
risotto, pesce, fritto...
Che pranzo! Che cuccagna!
Li tappi de sciampagna
ariveno ar soffitto;
chi parla, chi sta zitto,
chi ciancica, chi magna...
Guarda laggiù la tavola
d'onore! Quanta gente!
In mezzo c'è un Ministro
che nun capisce gnente,
eppoi, de qua e de là,
tutte notorietà,
nomi più o meno cari
d 'illustri fregnacciari.
S'arza el Ministro e resta
in una certa posa
come pe' di' una cosa
che già s'è messa in testa.
E, ner caccià le solite
parole rimbombanti
ch'e j'empieno la bocca,
aggriccia l'occhi e tocca
la robba che cià avanti,
pe' dà più precisione
a quell'idee che espone,
pe' mette più in cornice
le buggere che dice.
E parla del "riscatto"
coll'indice sur piatto;
vò la "fierezza antica"
e impasta la mollica,
cercanno l'argomenti
fra tre stuzzicadenti.
-La Patria - dice -spera...-
E scansa la saliera.
- L'Italia - dice-aspetta...-
e agguanta la forchetta
come se sventolasse una bandiera.
Apena c'ha finito
je fanno un'ovazzione:
- Bravo! - Benone! - Evviva!...
-Che bella affermazione!
- Tutto sto movimento
-pensa il MInistro - prova
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Topino, Dizionario del fiorentino contemporaneo  topino, sm
gnocco di farina di patate; in genere usato al plurale.
ps
Eh, gli gnocchi, gli gnocchi sono, sono almeno… sono, non è pasta, sono… a Firenze pe la verità non si chiaman nemmeno gnocchi, si chiaman topini. Sono delle palline così, le fa anche la mi’ moglie, delle pallette, delle palline che che si fa con le patate, con la farina… e’ son anche boni! Poi le coci, le metti ni’ sugo… noi si chiaman topini, a Roma presempio sono gnocchi. Se tu vai nelle trattorie non vengan chiamati topini ma vengan… sempre gnocchi. Però quando tu vai a vedere son queste palline che a Firenze si chiaman topini.
gli gnocchi come pasta per noi sono i topini, quelli di patate. Gli gnocchi di patata noi si chiaman topini. // No, gnocchi di patate si chiaman topini, noi. Ora l’è venuto fòri gnocchi di patate, però…
Sono gnocchi di patate, vèngan lessati e poi conditi.
Zing tosc
Gradit tosc
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Petrolini, Amleto  Ettore Petrolini, Amleto
Io sono il pallido prence danese
Che parla solo, che veste a nero.
Che si diverte nelle contese,
che per diporto va al cimitero.
Se giuoco a carte fo il solitario
Suono ad orecchio tutta la Jone
Per far qualcosa di ameno e gaio
Col babbo morto fo colazione.
Gustavo Modena, Rossi, Salvini
Stanchi di amare la bionda Ofelia
Forse sul serio o forse per celia
Mi han detto vattene, con Petrolini, dei salamini.
Il gallo canta. Il padre mio ha fatto l'uovo. E' là, mi si presenta sotto le spoglie di un fantasma. Ma di ben so fantesma non hai mai preso qualche equiovoco in tempo di vita tua? Lo so ti fu inoculato il veleno in un orecchio. Ha il cimiero alzato, grida vendetta, sarai vendicato! Sarai vendicato!
Della defunta madre incestuosa,
spesso, fremente, pulso l'avello.
Buongiorno mamma, che fa? Riposa.
Perché la uccisi, prese cappello.
Essere o non essere questo è il problema…e pensare che metà dell'umanità ha passato la vita a studiare queste parole. Essere o non essere…
Ed il problema del prima e poi
Studiiioooo, silente, con ogni cura,
dalla natura venimmo noi.
Niente può farsi contro natura.
Si può essere più afflitti, più lagnosi, più melanconici di Amleto? Poteva essere felice, no! Poteva essere amato, no! Io non ho mai capito che cosa voleva Amleto. Ma che voleva Amleto?
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Petrolini, La canzone delle cose morte  Ettore Petrolini
La canzone delle cose morte
Signore e signori, so che molti supercritici dopo essersi divertiti a sentirmi, vanno dicendo: "Sì, ma in fondo dice un mondo di stupidaggini." Ebbene, signori, ora basta. Vi dirò delle cose profonde filosofiche, scientifiche, dense di pensiero, di dottrina e di cultura.
Bello è d'intorno il rapido cadere
delle morte energie, che non han fine.
Bello è nel cuore il lento soggiacere
delle passioni, mentre imbianca il crine.
E qualcosa s'en va, senza che mai
faccia ritorno al vivere fatale.
Volgiti indietro, e la miseria udrai,
la miseria che piange, in sulle scale.
Tanto gentile e tant'onesta pare
la donna mia, mentr'ella altrui saluta,
che al vederla così bene vestuta,
quindici lire le si posson dare.
Va per i cieli denzi un nembo scuro
ed è l'anima mia che le va dietro.
O dolcezza di un tempo meno duro,
O durezza di più di mezzo metro.
Su per le calli, torturando i calli,
le valli, gli avalli e le convalli
rammento te, mazza di S.Giuseppe,
quando Letricia mia, quando vedrai
Pape Satan, Pape Satan Aleppe.
Volgiti indietro, la miseria udrai,
la miseria che piange sulle scale.
(E' commovente eh?)
Rotto è questo mio cuore.
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Paradiso XI, 52-64  Paradiso XI
Però chi d’esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Oriente, se proprio dir vuole.
Non era ancor molto lontan da l’orto,
ch’el cominciò a far sentir la terra
de la sua gran virtute alcun conforto;
ché per tal donna, giovinetto, in guerra
del padre corse, a cui, come a la morte,
la porta del piacer nessun diserra;
e dinanzi a la sua spirital corte
et coram patre le si fece unito;
poscia di dì in dì l’amò più forte.
Questa, privata del primo marito,
Confezioni: 1000 pezzi
Prezzo: 7.100,00 |
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