Ut pictura poesis

Proponiamo canti della Divina Commedia su manifesti da mettere sulla parete come se fossero quadri.

Il modo più naturale di usare le Carte da Pareti è disporle in casa o in ufficio, in posti dove si passa parecchio tempo. Basta alzare le braccia senza sforzarsi, e si troverà la posizione giusta, dove sia facile raggiungerli con gli occhi. Questi allora potranno tornare alla sorgente del testo volentieri e regolarmente, come una coppia di lupi.

La presenza della Commedia sulle pareti di casa ha una sua speciale virtù: capiterà di fermasi ora qua, ora là, e scoprire la posizione di certi personaggi nell'inconsueta presentazione. Lo sguardo indugerà su terzine ancora ignote, o dimenticate, e con l'andare del tempo la logica del Poema apparirà sempre più chiara. Lentamente, ma con sicuro procedimento, i personaggi si faranno sempre più familiari, quasi ospiti della casa, e questo sarà d'aiuto a comprenderne la complessità morale. Una volta presenti nella memoria, terzine trascurate si apriranno alla comprensione, rivelando inattese profondità e cambiando il senso che banalmente si attribuisce a versi famosissimi, come per esempio là dove Ulisse dice

    Fatti non foste a viver come bruti...
    Inferno XXVI, 119
Ma, appunto, scoprite da voi di quale intrico di vizi è simbolo questo personaggio, che frettolosi neoromantici pretendono antesignano del positivismo. Via via che il testo prende stanza nella memoria, la lettura diventa veloce e scorrevole. Pro domo diremo che più manifesti dello stesso canto in diversi punti della casa possono essere un formidabile aiuto alla memorizzazione. Si acquista la capacità di leggere anche da distanze maggiori, perché alla vista fisica si aggiunge quella infinitamente più chiara della comprensione.

Esattamente questo succede ai due poeti, il cui procedere nella prima cantica è lento e penoso, in alcuni momenti insostenibile, spaventoso. Ma proprio nel celeberrimo e sconosciutissimo canto di Ulisse c'è un breve segnale di ciò che si prepara: quando i remi della nave si fanno ali al folle volo verso un sapere ancora proibito, simboleggiato dalla montagna del Purgatorio. Ed è a partire dal passaggio dei poeti in questo che l'andatura si fa spedita

    ed ecco il veglio onesto
    gridando:"Che è ciò, spiriti lenti?
    qual negligenza, quale stare è questo?
    Correte al monte...
    Purgatorio II, 121

fino a quello straordinario verso del Paradiso dove un uomo, anche lui anziano, reso cioè sensibile dall' età avanzata all'inesorabile trascorrere del tempo, all'apparire improvviso di una luce di verità,

    corse, e correndo li parve esser tardo.
    Paradiso XI, 81

Ed oltre, come forse già sapete. Questa lenta osmosi sarà resa possibile dal funzionamento qualitativo, non quantitativo, della memoria, che, come abiamo già accennato, rende più facile ricordare molte cose connesse, che poche, se isolate. Per chi è abituato a ragionare in termini quantitativi questa progressione, quasi geometrica, è un fenomeno stranissimo. Ma è su di essa che si basa l'ingegno mnemonico.

Il Poeta conosceva in profondità le tecniche dell'oratoria classica. Le figure che egli presenta sono tali che dimenticarle è quasi impossibile. Di sicuro già ricordate più passi della Commedia di quanti non immaginate di ricordare. Avere il testo della Commedia sulle pareti della casa è come permettere al Poeta di scrivere fra i ricordi degli abitanti. L' anima del lettore è la sua vera carta, della quale i manifesti sulla parete non sono che il simbolo tipografico. Quando essa sarà in gran parte "scritta"; il tesoro sarà depositato nel luogo più sicuro e segreto. Il lettore italiano, o il sincero amante dell' Italia, potrà allora cominciare il suo proprio gioco fantastico.

    Non aspettar più mio dir né mio cenno
    libero dritto e sano è tuo arbitrio
    e fallo fora non fare a tuo senno
    perchi' io te sovra te corono e mitrio.
    Purgatorio, XXVII, 139-142

Quante volte vi hanno presentato, in raffinatissimi spot che durano pochi secondi, una vita resa degna di essere vissuta solo da una automobile o da un liquore? Di fronte a tali promesse è logico restare perplessi. Di solito si consultano altri che hanno fatto l' esperienza proposta, prima dell'atto di acquisto. Forse basta chiedere ai veterani danteschi se la promessa di salvezza, con la quale si apre il Poema, lo stesso Poema sappia poi mantenerla: tutti, dal Buonarroti al Padellina, con lieto volto, vi risponderanno di sì.

E' notevole che ad indicare il seguito di questa impervia e meravigliosa strada sia ora, come già un tempo, una donna.